Alla scoperta del territorio con la nuova edizione della guida ai caseifici d’alpeggio ASLTO3

Nell’anno della pandemia Covid, che ha ridisegnato la mappa delle mete del turismo estivo, molti stanno riscoprendo le bellezze del nostro territorio, in particolare delle nostre montagne e l’eccezionalità dei suoi prodotti tipici. La “Guida ai Caseifici d’Alpeggio”, appena pubblicata nell’edizione 2020 dall’AslTo3, rappresenta una proposta originale per accedere ad un mondo ancora poco conosciuto come quello dei margari e dei loro allevamenti in quota, per scoprire che cosa producono e come raggiungerli nelle nostre panoramiche valli.

La pubblicazione, a cura del Direttore Generale dell’AslTo3 Dott. Flavio Boraso e dei Direttori delle aree veterinarie di riferimento Dott. Dario Ariello e Dott. Stefano Gatto, è stata ideata come una vera e propria guida turistica, da consultare in cerca di spunti per trascorrere qualche ora immersi nella naturaalla scoperta delle produzioni tipiche locali.

La prima parte contiene informazioni generali sull’attività d’alpeggio, le razze allevate nelle nostre montagne, le produzioni tipiche come il Plaisentif, il Sarass del Fen, la Toma al Cevrin, e comprende indicazioni sul sistema di controlli svolti dai servizi veterinari dell’Azienda sanitaria.

Nella seconda parte, organizzata per aree geografiche, si entra nel dettaglio dei singoli alpeggi, con informazioni su ogni allevamento: dove si trova, quali animali ospita, che cosa produce e che cosa si può acquistare direttamente in alpeggio, latte, formaggio, ricotta, prodotti sicuri e certificati, controllati direttamente dalla stessa AslTo3. Ogni scheda è infine corredata di una mappa e della descrizione del percorso per raggiungere l’alpeggio, se possibile in auto, ma soprattutto a piedi, con facili e piacevoli passeggiate.

Perché mai un’Azienda Sanitaria si occupa di pubblicare una Guida ai Caseifici d’Alpeggio?” scrive nell’introduzione il Direttore Generale AslTo3 Flavio Boraso “Nell’immaginario collettivo, l’Asl si occupa di ospedali, di garantire il funzionamento degli ambulatori territoriali, della fornitura dei farmaci, o di altre questioni sanitarie e amministrative vicine alla pratica quotidiana. I più, invece, non conoscono l’azione fondamentale dei servizi della prevenzione, in particolare di quelli rivolti alla sicurezza alimentare. Se oggi in Piemonte si possono consumare prodotti sicuri, oltre che di ottima qualità, lo si deve anche alla politica regionale che molto ha investito negli anni nella tutela del consumatore e ai tecnici, medici e veterinari dei servizi pubblici, che operano nel nostro interesse, nell’interesse della nostra salute e tutto questo non limitandosi ad un approccio burocratico o sanzionatorio, ma aiutando il sistema produttivo a crescere in cultura e qualità.

Nel territorio dell’AslTo3” scrive nella prefazione l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Luigi Genesio Icardi “è presente il maggior numero di caseifici d’alpeggio registrati e riconosciuti in tutto il territorio piemontese: 72 caseifici su 259 (27 per cento). I siti di alpeggio sono 287, dove monticano ogni anno oltre 18 mila bovini e più di 36 mila ovini e caprini. Sono numeri che danno l’idea di un mondo il più delle volte sconosciuto, nonostante rappresenti la radice delle nostre ancestrali tradizioni agricole, tuttora quanto mai presenti e vitali.

Questa Guida assolve al prezioso compito di accompagnare il lettore alla scoperta delle realtà malgare, non solo sul piano turistico, ma anche e soprattutto su quello culturale e sanitario. È importante che la Sanità pubblica sappia accompagnare l’escursionista, aiutandolo a distinguere il grado di affidabilità e salubrità dei prodotti lattiero-caseari che incontrerà lungo il cammino. Dietro a ogni formaggio e ricotta d’alpeggio prodotti a regime di legge, c’è un complesso lavoro del sistema sanitario che garantisce il benessere degli animali e la qualità del cibo.”

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